Angioplastiche del distretto Iliaco-Femorale

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Dr Armando Liso, Interventistica cardiaca e vascolare

 

L'arteriopatia obliterante periferica o malattia occlusiva delle arterie periferiche è una condizione medica in cui vi è una ostruzione delle grandi arterie escluse le coronarie, l'arco aortico o le arterie del cervello. L'eziologia è spesso derivante dalla kkaterosclerosi, una serie di processi infiammatori che portano a stenosi, embolia o la formazione di trombi. Larteriopatia ostruttiva periferica colpisce prevalentemente i maschi e la sua frequenza aumenta con l’età, specie dopo i 60 anni, mentre le donne sono relativamente protette, almeno sino alla menopausa. In seguito, il rischio tra i due sessi è sovrapponibile. Il fumo è il fattore di rischio più importante. Tutti gli studi hanno confermato che l’arteriopatia ostruttiva periferica è molto più frequente nei fumatori. Il diabete mellito è altrettanto importante nello sviluppo della malattia ed i diabetici presentano forme maggiormente evolutive con progressivo aggravamento del quadro. Anche ipertensione e ipercolesterolemia ne favoriscono la comparsa .

ll sintomo caratteristico precoce e più frequente dell’ A OP, conseguente ad occlusione dell’ arteria femorale superficiale, 

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 è la claudicatio intermittens, rappresentata da dolore crampiforme ai muscoli delle gambe (solitamente in uno o entrambi i polpacci) durante la deambulazione, soprattutto quando si cammina in salita, che sparisce in pochi minuti rallentando il passo o riposandosi. La sindrome aterosclerotica aorto- iliaca, meno frequente, può provocare dolore indotto da esercizio fisico ai quadranti inferiori della schiena, alle natiche o alle cosce, oltre a impotenza sessuale (sindro- me di Leriche).

Se la claudicatio progredisce in gravità, il dolore può manifestarsi anche a riposo, in particolare durante quel- lo notturno. Una minoranza di pazienti presenta una progressione dell’AOP verso un’ischemia severa degli arti, con formazione di ulcere o gangrena, tanto da richiedere, nelle forme più gravi, la rivascolarizzazione percutanea o  chirurgica; si può arrivare all’amputazione dell’arto colpito.

L’evoluzione del quadro clinico dipende dal grado di ostruzione delle arterie interessate e dall’integrità ed efficienza dei circoli collaterali.

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